‘Cause I should be sweet but I’m not happy.

Ci sono frasi che ti feriscono. Più di quello che dovrebbero, in apparenza. Ci sono frasi che non sono niente, sono buttate li un pò ad cazzen, che dovrebbero al massimo sfiorarti. Ma in realtà sono come un macigno scagliato addosso dall’alto. Da molto altro. Provi a decontestualizzarle, provi a farle rientrare nelle più svariate situazioni, per cercare di addolcire la cosa, per non darle importanza, per sentirti meglio. Ma niente.

Forse perché sei tu che vuoi farti male. Forse perché sei tu che la vuoi per forza vedere negativamente. Forse perché hai accumulato talmente tanto nervosismo che non riesci a fare altrimenti.

Sta di fatto che nel momento che queste frasi ti feriscono, è dura andare avanti come se fosse niente.
Ho deciso di pensare a me, dopo 2 anni di pensare a quello che voglio io, a ciò che potrebbe farmi star bene. Ed è una decisione non solo per me, ma, e ne sono convinta, porterebbe beneficio anche nel mio rapporto con l’altra persona.

E’ una scelta scomoda. Ma l’ho presa e voglio portarla avanti. E non è giusto farmi sentire in colpa. Non è giusto quasi non prenderla in considerazione.

Forse quello che sfugge che questa è la MIA VITA. E la mia vita non è niente. Non è cosa non importante a cui non pensare. Da poter mettere da parte ancora, per comodità e praticità.

Temo che questa scelta, nonostante sia una scelta, un cambio stupido, lieve, diventerà una cosa decisamente destabilizzante e greve.
Temo che porterà conseguenze inaspettate, e, cosa che temo di più, poco piacevoli.
Temo di aver fatto un grosso errore di valutazione anni fa.
Ma temo molto di più che, se non porto avanti la mia idea, i miei desideri, continuerò a consumarmi dentro, rovinandomi definitivamente.
E non ne ho nessuna intenzione, a costo di essere egoista.

Snorliz, riprendi con le carte, che magari riusciamo a fare un post un pò meno tedioso!!!

V.

Am I proud of me?

Oggi è uno di quei lunedì in cui odio tutti. Non ho passato un brutto week end, anzi.
Sabato mi sono regalata un nuovo paio di scarpe per correre (non che io corra molto, ma ci sto provando), la sera ho mangiato il mio amato poké di salmone e domenica tra giro in moto con amici concluso con aperitivo e cena.

Ma la mia testa in tutto questo week end non era dov’era il mio corpo. Ultimamente non sono sempre in sintonia sul dove devono essere contemporaneamente. E forse questo mi ha fatto svegliare un po’ di malumore. E la giornata non mi sta aiutando a diventare allegra e simpatica.

Perciò, la carta di oggi non so come gestirla. Perché se in buone condizioni mentali avrei fatto fatica a rispondere, oggi è quasi impossibile.

“Quali sono i 5-10 traguardi di cui vado davvero orgogliosa”. 5? 10? Ma neanche una mi viene in mente!

Per non venire meno alla chellenge, cercherò comunque di elencare 5 cose più che traguardi, più o meno, ma forse più, firvole.

  1. L’astinenza alla granola. La facevo in casa. E’ peggio di una droga. La mangiavo mattina, sera, ogni volta entravo in casa. E mi lamentavo che non mi calava la panzetta. A inzio maggio ho detto “ok, per tutto il mese non la cucino, così non la mangio”. E sto resistendo anche da più tempo ora. Però, madonna se mi manca!
  2. Aver convito The Choabitant a seguire gli allenamenti di Fabio Inka. Lui è magretto, parte alta messo bene, tonico e muscoloso, parte bassa magro magro, un filo di panzetta ma niente di che. Però lui non la sopporta. Dopo due anni che gli dico di provare Inka, da 2 settimane segue il suo programma e lo adora. Forse questa è la cosa di cui vado più orgogliosa!
  3. Uh, questo ne sono davvero orgogliona! Trovare tutte le settimane il tempo di fare, almeno per poco, quello che mi piace. Voglio riuscire tutte le settimane a leggere, fare attività sportiva, una volta a settimana almeno cucinare decentemente, studiare inglese, trovare tempo per me. A volte mi chiedo come, ma ce la sto facendo per ora.
  4. Nonostante da quando lavoriamo insieme mi faccia spesso incazzare da morire, cercare di avere un rapporto più umano e decente con Fratello. E’ dura, tanto dura, ma ce la sto facendo.
  5. Andare da Madre a pranzo almeno 2 volte al mese. E per un po’ ci sono andata anche tutti i sabato. Ora è lei che non ne può più e ci rifiuta! Perciò lo vedo comunque come traguardo raggiunto dato che è lei che ci scaccia.
  6. Essere amica di una persona che conosco da 23 anni. Che mi ha fatto del male, mi ha anche un po’ pugnalata alle spalle, ma in questo periodo di grande bisogno di appoggio morale, non l’ho abbandonato. E sento di aver fatto una cosa giusta.
  7. Non ammazzarmi di aperitivi tutti i week end. Da donna “vivo di pirlo & patatine”, ora con un bicchiere di vino sono giù ubriaca. Che tristezza!
  8. Vincere la mia paura e andare su Raptor a Gardaland. E pentirmi di non averlo fatto prima!

Ok, 8. Non credo di aver scritto qualcosa di davvero attinente alla richiesta, ma credo che per oggi posso essere soddisfatta comunque.

Ora aspetto al Snorliz. Che oggi credo che abbia in elenco il traguardo di non aver ucciso nessuna madre di possibili amichetti della sua perla!

V.

Qual’è la cosa che non faresti mai? E perché?

E per una carta deprimente, qua torniamo nel mood frivolo che la domenica giustamente ci richiede!

Oh beh, ora qua mi si apre un mondo! E via con l’elenco!

  1. INDOSSARE UN PAIO DI BALLERINE. Lo so, con questo sarò impopolare e odiata, ma NO, le ballerine MAI! Ed il perché è semplice. Le odio!
  2. Tatuarmi il nome di una persona. Amo i tatuaggi, sto meditando al quarto a settembre, ma il nome di una persona mai. O hai il culo di fidanzarti con quelli che hanno sempre lo stesso nome, o guardatene bene dal tatuarti Piero che magari dopo 3 mesi lo lasci per un Analfredo!
  3. Andare ad un concerto di Marco Carta. Non posso dire Gigi D’Alessio perché anni fa sono stata obbligata a subire ciò da 3 amiche. Che odio tutt’ora con tutto il mio cuore.
  4. Smettere di fare attività fisica. Perché la amo. E’vita. E’la MIA vita. E chissenefrega se molti non capiscono che amo questo stile di vita.
  5. Smettere di sperare che potrò essere felice. Perché questo, con l’attività fisica, mi tiene in vita.
  6. Smettere di pensare che è sbagliato il mio essere un’eterna insoddisfatta. Non è necessariamente un difetto. E’ uno stimolo a migliorarsi, mentalmente e fisicamente.
  7. Smettere di studiare e imparare qualcosa ogni giorno. Perché mi piace. Punto. Semplicemente questo.
  8. Sposarmi. Non credo nel sacramento.
  9. Fare figli. Non sono materna. Non fa per me. Mettere la mondo un figlio solo perché si deve ad una certa età è solo cattiveria pura.
  10. Cercare di piacere agli altri. Cercare l’approvazione del mondo intorno a me. Perché non mi interessa. Perché vorrebbe dire non essere me stessa. Perché dovrei fingere, e non ne sono capace.

Vorrei tanto andare avanti, questa carta mi apre un mondo, ma è domenica e oggi se la schiena dell’omo lo concede, si va in montagna in moto.

Buona domenica!

V.

Il battesimo.

Quali sono i dolori del passato che ti stai portando dietro? Come puoi lasciarli andare?

Ecco, battesimo peggiore non avrei potuto chiedere.

Domanda difficile, molto. Introspettiva, dura, dolorosa appunto. E per quanto mi riguarda è quasi impossibile trovare una risposta.

Credo di aver più di un dolore che mi sta accompagnando in questi anni, ma il problema è che non so quali siano.

Ho molti vuoti del mio passato, o forse è meglio dire che non ricordo niente. E non so il perché. Non ho ricordi di quando ero piccola, pochi di quando ero adolescente. Di quando ero piccola ho solo pochi flash, e non riguardano situazioni felici.

So che però uno, almeno un dolore molto forte c’è. Perché capitano momenti, per fortuna di rado, in cui mi blocco, sento quel forte dolore al petto che ti spezza il fiato, e comincio a piangere, senza un motivo. Sento il vero dolore.

Ma come lasciarlo andare, fino a quando non so da dove viene, temo sarà impossibile.

Nel caso non riuscirò mai a venirne a capo, che vi devo dire, me ne farò una ragione.

Per molti un diamante per sempre, non interessandomi i diamanti per me lo sarà un dolore!!!

Perché???

Perché, mi chiedo? Perché dopo anni ho deciso di riaprire un blog? La colpa è tutta di Snorliz di https://snorliz.wordpress.com/ , che con la sua challenge letteraria mi ha contagiata.

E’ anche un modo per condividere, fare qualcosa con lei, tanto lontana, quanto, nonostante il modo in cui ci siamo conosciute, nonostante non ci siamo mai incontrate, è una delle poche persone che posso definire AMICA.

Perciò eccoci qua. Non so se sarò costante, non so se avrò sempre qualcosa da dire. Però ci voglio provare. Ed ora….Snorliz, scegli bene perfavore!

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