I’m safe up high nothing can touch me.

Oggi uso questo al di fuori della challenge. Credevo l’avrei usato solo per quello, ma oggi sento il bisogno di parlare con nessuno di come mi sento.

Sarà che sto leggendo “Eleanor Oliphant sta benissimo”, sta di fatto che è qualche giorno che penso e ripenso. Il libro personalmente mi piace molto, parla fondamentalmente della solitudine, dell’abitudine alla solitudine. E trovo vere molte affermazioni lette. E mi ritrovo a pensare che domani avrò 41 anni, che non me ne frega niente ma dovrò far finta che mi interessa del mio compleanno, che negli anni ho perso quasi tutte le amicizie per l’incapacità, probabilmente, di trovare dei compromessi, ma non mi interessa, non ne sento questa grande mancanza. Sarà che vorrei poter stare più sola di quello che posso. Sarà che il 31 maggio avevo preso una decisione, che presa questa decisione mi era passato pure il problema di dermatite che avevo da quasi un anno così, da un giorno all’altro, e mi sentivo bene…anzi, appunto, benissimo! Ma ora, per un paio di motivi, sto tornando sui miei passi e da un paio di giorni il prurito è tornato. Con due sfoghi ai due lati del collo. Come se avessero tentato di strangolarmi. Ed è così forse che mi sento. Come se avessi una mano stretta attorno al collo e non potessi respirare. Ma è la scelta giusta, forse anche per me e non me ne rendo conto. E c’è già chi sentenzia “Eh, lo sapevo che tornava indietro, d’altronde cosa vuoi che faccia quella là”. E io vorrei gridare, urlare, mandare tutti a fare in culo. Ma non lo faccio. Sarà che le crisi di pianto che non ho più avuto per quasi due mesi stanno tornando.
Sarà che sabato ci sarà la cena aziendale estiva, cena che anni fa ho spinto io per ricominciare a farla, e ne sono felice perché è una cosa bella per i colleghi e per tutti quelli che girano intorno al nostro mondo lavorativo. Saremo quasi 50 e, vista la mia “posizione”, io dovrò stare con tutte queste 50 persone, far spola tra una e l’altra, accogliere, intrattenere, parlare, essere simpatica, di compagnia, mettere a suo agio chi non conosce quasi nessuno. Quando in realtà vorrei solo approfittarne per stare da sola, totalmente, magari con un bel libro. Non posso più neanche rifugiarmi nell’alcool essendo praticamente diventata astemia ormai!!!!

Forse ha ragione Olivia Laing: La solitudine le cresce attorno alle persone solitarie, come muffa o pelo, un profilattico che inibisce i contatti, a prescindere dall’intensità con cui li desideriamo.

Io non so neanche se lo desidero

Perciò oggi mi ritrovo così, con un peso che mi schiaccia sul petto, con un prurito nascente che pensavo di aver sconfitto, lacrime che trattengo e un malumore che tento di nascondere.

E mi ritrovo molto in Eleanor, tanto odiata da molti lettori; quando ti chiedono come stai tu di sempre BENE, anzi, BENISSIMO.

Tanto alla maggioranza delle persone non glie ne frega niente, vuole solo che tu la liberi dall’incombenza di far finta di preoccuparsi per te.

Buon martedì da “simpatica come una pigna in culo” V.

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