Io so qual’è la scelta giusta per me.

Oh bene. Dopo aver fatto gli occhi dolci alla Lisa, con settembre iniziamo di nuovo con le carte. Un pò come “da oggi inizio la dieta”. E ovviamente, che bella carta demmmerda! E il bello è che non mi posso lamentare troppo avendo chiesto io di ricominciare!

Sembra una copia del post di Snorliz, ma il primo pensiero è identico. La cosa che ho fatto in passato e di cui mi ringrazio ad oggi è stata l’essermene andata, nel 2006, dalla mia prima convivenza, ferendo molte persone, rinunciando alla bella vita, non ascoltando chi mi diceva di restare perché ne valeva la pena mettere da parte un po’ di felicità per la stabilità.

Me ne sono andata, sono finita col culo per terra, con niente, senza casa, soldi e con debiti. Ma mi sono rialzata, nuotando davvero molto nella cacca, ma facendolo, tra alti e bassi, felicemente. Perché da quel momento ho ricominciato ad essere me, a riprendere in mano la mia vita, a seguire le mie passioni, a prendermi il mio tempo, anche se a volte è un po’ da egoisti.
Tutte cose che, anche ora che convivo di nuovo, mantengo sempre e comunque, anche se, a volte, non vengo compresa. Questo mi ha portata a capire che se non sono felice io, se non prendo i miei spazi per le mie passioni, anche a volte sacrificando il bene comune, non andrò mai da nessuna parte in coppia.

Da li è stata un escalation. Ho imparato a dire no, a rifiutare cose o situazioni, ad impormi e far valere le mie idee. E molti di quei no li ringrazio ancora oggi. Insomma, sono diventata una gran stronza!

E dopo questo “a Settembre inizio”, stasera mi preparo a tornare in palestra dopo un mese di chiusura. Il che mi spaventa non per il mio stato, essendomi sempre e comunque allenata, ma dalla folla di persone che si riverserà in massa stile pecore al pascolo, sperando nel miracolo immediato dopo un estate dove (giustamente, per carità), se la sono goduta abbondantemente.
Dio ti prego dammi la forza di non litigare e prendere a gomitate nessuno!!!!

P.S: Liz, ci credi che sono anche io a 39 e ho cominciato il nr.40?

See you in 3 years.

E ora, per far fede alla challenge, devo pensare a quali sono le 3 cattive abitudini che potrebbero ungere la mia vita da qua a 3 anni.
Visto il paccone che ho tirato stamattina, voglio rimanere sulle cose frivole perciò credo che le mie scelte ricadranno su:

  1. Mangiare caramelle.
    A livello alimentare sono piuttosto brava. Il mio punto debole erano gli aperitivi, ora neanche quelli. Mi piace la mia alimentazione e per me non è un peso.
    Però una cosa c’è….che è tra le cose peggiori da ingurgitare ma io non son farne a meno….LE CARAMELLE!
    Le amo con tutta me stessa. Alla menta, alla frutta, liquirizia, a quelchevuoipurchèsiacaramella. Io non le succhio. Le disintegro nel giro di un nano secondo e mi fiondo subito su una nuova. Quelle gommose poi….ommmioddddio!!!! Queste però evito di comprarle. E che dire delle Goleador grosse con sopra tutto lo zucchero???? Goduria immensa!!!!! E sono consapevole che se non mi darò una regolata tra 3 anni i miei denti e il mio fisico non ne gioverà. Che più ne mangio più ne avrò bisogno, e diventerò una cosa tipo “accumulatori seriali” ma di caramelle nel mio stomaco.
  2. Portare poco gli occhiali. Dovrei metterli dall’età di 14 anni. Da lontano non è che ci veda proprio questo gran bene. E ora che sto tanto davanti al pc, un bel paio sempre sul naso dovrei tenerli. E li ho, 4 paia totale….sparsi in borse, cassetti e macchina. E il mal di testa cresce. Li uso solo la sera quando guido.
    Tra tre anni potrei essere cecata per benino strafatta di aulin per combattere il mal de cò perenne.
  3. Ultimo ma non per importanza, anzi. La postura. Non sto bella dritta con le spalle. E’ una brutta abitudine che ho fin da piccola, che non sono mai riuscita a correggere. Se ci penso mi correggo, ma appena mi distraggo mi ripiego giù.
    Tra 3 anni rischio di essere come il gobbo di Notre Dame!

E ora, ripromettendomi che da domani smetto, vado a mangiarmi una bella golia alla frutta!

V.

I’m safe up high nothing can touch me.

Oggi uso questo al di fuori della challenge. Credevo l’avrei usato solo per quello, ma oggi sento il bisogno di parlare con nessuno di come mi sento.

Sarà che sto leggendo “Eleanor Oliphant sta benissimo”, sta di fatto che è qualche giorno che penso e ripenso. Il libro personalmente mi piace molto, parla fondamentalmente della solitudine, dell’abitudine alla solitudine. E trovo vere molte affermazioni lette. E mi ritrovo a pensare che domani avrò 41 anni, che non me ne frega niente ma dovrò far finta che mi interessa del mio compleanno, che negli anni ho perso quasi tutte le amicizie per l’incapacità, probabilmente, di trovare dei compromessi, ma non mi interessa, non ne sento questa grande mancanza. Sarà che vorrei poter stare più sola di quello che posso. Sarà che il 31 maggio avevo preso una decisione, che presa questa decisione mi era passato pure il problema di dermatite che avevo da quasi un anno così, da un giorno all’altro, e mi sentivo bene…anzi, appunto, benissimo! Ma ora, per un paio di motivi, sto tornando sui miei passi e da un paio di giorni il prurito è tornato. Con due sfoghi ai due lati del collo. Come se avessero tentato di strangolarmi. Ed è così forse che mi sento. Come se avessi una mano stretta attorno al collo e non potessi respirare. Ma è la scelta giusta, forse anche per me e non me ne rendo conto. E c’è già chi sentenzia “Eh, lo sapevo che tornava indietro, d’altronde cosa vuoi che faccia quella là”. E io vorrei gridare, urlare, mandare tutti a fare in culo. Ma non lo faccio. Sarà che le crisi di pianto che non ho più avuto per quasi due mesi stanno tornando.
Sarà che sabato ci sarà la cena aziendale estiva, cena che anni fa ho spinto io per ricominciare a farla, e ne sono felice perché è una cosa bella per i colleghi e per tutti quelli che girano intorno al nostro mondo lavorativo. Saremo quasi 50 e, vista la mia “posizione”, io dovrò stare con tutte queste 50 persone, far spola tra una e l’altra, accogliere, intrattenere, parlare, essere simpatica, di compagnia, mettere a suo agio chi non conosce quasi nessuno. Quando in realtà vorrei solo approfittarne per stare da sola, totalmente, magari con un bel libro. Non posso più neanche rifugiarmi nell’alcool essendo praticamente diventata astemia ormai!!!!

Forse ha ragione Olivia Laing: La solitudine le cresce attorno alle persone solitarie, come muffa o pelo, un profilattico che inibisce i contatti, a prescindere dall’intensità con cui li desideriamo.

Io non so neanche se lo desidero

Perciò oggi mi ritrovo così, con un peso che mi schiaccia sul petto, con un prurito nascente che pensavo di aver sconfitto, lacrime che trattengo e un malumore che tento di nascondere.

E mi ritrovo molto in Eleanor, tanto odiata da molti lettori; quando ti chiedono come stai tu di sempre BENE, anzi, BENISSIMO.

Tanto alla maggioranza delle persone non glie ne frega niente, vuole solo che tu la liberi dall’incombenza di far finta di preoccuparsi per te.

Buon martedì da “simpatica come una pigna in culo” V.

Oltre questa stupida rabbia per niente, oltre l’odio che sputa la gente.

Oggi devo recuperare la carta lasciata indietro.
Così ho accumulato ben 2 carte pessime!

Una chiedeva “Cosa gli altri dicono che io non posso fare”.
Esattamente non lo so e sono piuttosto convinta che anche chi fa certi commenti sul mio conto non lo sappia. Perché quello che qualcuno dice di me è “cosa vuoi che faccia quella li”. Oh cielo, grazie per la fiducia, ma a parte questo, se io volessi smentirmi, mi potete gentilmente dire a che vi riferite?
Perché la quantità di cose a cui potete pensare mentre dite questo di me è piuttosto ampia!!!!
Questo un po’ mi irrita, perché vorrei tanto poter mettercela tutta per smentire certe persone, dall’altro non mi fa né caldo né freddo.
Sono e sono sempre stata una persona molto insicura, il mio analista ritiene che se non risolvo questo problema, se non ne capisco la causa, tutti gli altri mali non li potremo mai mettere a posto. Ho cercato per anni l’accettazione per molto di quello che facevo più o meno da chiunque credo. Avevo questa fame di “amore”, comprensione, approvazione. Ero sempre alla ricerca di un “brava!”.

Ad un certo punto della mia vita invece, credo intorno ai 28 anni, sono passata al totale menfreghismo. Sono ancora insicura come prima, ma per convivere con questa cosa il meglio possibile, fino a quando non ne capiremo la causa, ho deciso di impegnarmi a fregarmene di quello che pensano gli altri di me, in modo da poter sopravvivere il più serenamente possibile. E in modo da poter migliorare davvero me stessa, cose che, con il peso della ricerca della continua approvazione, non riuscivo a fare.

The second: ” DESCRIVI IL TUO DIO”…..posso astenermi?

Non sono particolarmente religiosa, perciò non so davvero cosa dire. Vorrei dare un altro tipo di interpretazione alla carta in modo tale da poter scrivere qualcosa, ma non ce la faccio, non mi viene in tutta onestà in mente niente.

Perciò….ho googolato “qual’è il tuo Dio” e ho trovato un bellissimo e serissimo test Riza che mi ha dato questo rislutato!!!

Il tuo dio è Mercurio

Cambiare, trasformarsi. È il tuo credo esistenziale. Sotto la “tutela” del dinamico Mercurio, ti muovi senza timori: sai giocare bene le tue carte, e trarre vantaggio dalle situazioni più disparate. E quando devi confrontarti con la routine, ti coglie un senso di pesantezza… come se fossi prigioniero delle sabbie mobili. La capacità trasformativa è un ottimo passaporto per una vita ricca di stimoli. Ma l’eccesso è rischioso: potresti girare a vuoto di fronte a decisione importanti. Dimenticando chi sei.

Beh, sono rimasta basita….mi ci ritrovo molto in questa descrizione!

Perciò Liz, ora pure tu devi per forza fare questo test e dirmi il responso!

V.

But there’s a scream inside that we all try to hide.

A volte mi domando perché non sto zitta. Potrei evitare situazioni spiacevoli, imbarazzanti, complicate e difficili. Tipo stamattina, vorrei sapere cosa mi è venuto in mente quanto ho scritto un messaggio a Liz, o meglio “il messaggio”, che riportava semplicemente questo: “Cartaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!”.

E ovviamente sono stata accontentata: “Qual’è la mia peggior paura?”.

Sono piena di paure, tra le quali non saprei scegliere.
Per molto tempo è stata la paura di non essere all’altezza. Non relativa a qualcosa in particolare, ma in generis. Non essere all’altezza nel lavoro, per la famiglia, per gli amici. Ho sempre sofferto di questo tipo di “ansia da prestazione” riguardo tutto, anche semplicemente quando cammino in mezzo alle altre persone, quando sono al supermercato, mi sento sempre a disagio, sbagliata, fuori luogo, inferiore. Ed è sempre stato così in tutto. La cosa ironica è che, all’apparenza, sembro esattamente l’opposto!

Ora non lo so. La paura di ingrassare la potrei tranquillamente mettere nella top five, e non per ultima!

Ho paura, credo, molto, di perdermi un’altra volta. Di dimenticarmi chi sono, di lasciarmi andare, di nascondere il mio vero essere per paura di non essere accettata, per non ferire chi mi sta accanto. Ho paura, in questo modo, di perdere tempo prezioso sedendomi e non facendo niente. Aspettando che gli eventi mi travolgano e perdendo tempo prezioso della mia vita.

Mi è già successo qualche anno fa, ed è durato un paio di anni buoni. Ora mi sono risvegliata da un pò di mesi, con le conseguenze negative del caso.

Ma sta di fatto che essere tornata me stessa mi rende estremamente felice.

E in questo lunedì che qui nella bassa sa un po’ di autunno, lavoro e programmo i restanti week end di luglio per cercare di fare tutto quello che ho in mente….ma con scarsi risultati!

Buon lunedì.

V.

Time is running out.

Sono un po’ latitante. Prima le ferie, ora connessione internet a casa morta.

Ma mi rimetterò al passo velocemente con questa sfida!

Il titolo l’ho scelto più che altro perché sono in lutto. Due concerti a Milano dei Muse e io non sono potuta andare. Avrei dato un rene per essere la!!!

La carta di ieri, che passo a oggi, chiede cosa non ho il tempo per fare cosa e perché.

In realtà negli ultimi anni, sopratutto mesi, ho lottato per ricavarmi il tempo da dedicare a me e alle mie passioni. E devo dire che credo di avercela fatta. Mai quanto vorrei, ma sono soddisfatta. Questo ha tolto tempo da dedicare al ruolo di “convivente e casalinga perfetta”, ma non me ne frega niente. Prima c’era sempre casa pulita, spesa fatta e cena pronta all’ora giusta. Ora la casa è abbastanza a posto, spesa sempre da fare e cena ancora da preparare al suo ritorno dal lavoro…e io sono felice!!!

Però che vorrei tanto è viaggiare di più.

Prima non avevo i soldi, poi non avevo tempo a causa del lavoro che facevo.

Ora ho qualche soldo in più, un lavoro che a organizzarmi potrebbe darmi il tempo giusto ma un compagno troppo impegnato e in posizione che non può fregarsene e andare via spesso.

Su questo però ci stiamo lavorando, ho qualche speranza per il futuro.

Perciò si, la mia risposta è viaggiare. A quasi 41 anni mi rendo conto che ci sono troppo posti che voglio vedere e lo voglio fare ora, non tra 20 anni.

Temo però di dover fare una lista e scremarla bene, che per fare tutto quello che vorrei due vite non basterebbero!!!!

E ora mi preparo per un bel giro in moto destinazione tagliatelle ai funghi sul lago Moro!

Buona domenica.

V.

Voglio renderti orgogliosa e’ perché so che per me hai rinunciato ad ogni cosa.

Sono tornata da 8 giorni fantastici di ferie. Ero partita titubante, non al massimo dell’umore, preoccupata di annoiarmi. E invece sono tornata più stanca di prima ma felicissima!

E oggi la grande idea….”Lisa! Dobbiamo ricominciare con le carte!!!!”….mi sto maledicendo!!!!!

La carta di oggi vorrebbe che parlassimo dei nostri genitori, di cosa amiamo di loro. Non ho voglia di tristezza, non ho voglia di brutti ricordi, perciò parlerò solo di mia madre.

Perché per me è lei l’unico genitore che ho.

E parliamo solo delle cose positive di lei. La amo perché è una persona estremamente intelligente e colta. Curiosa, testarda, un po’ rompiballe, sopratutto ora che l’età avanza.

Mi ha trasmesso una delle cose che più amo in assoluto: l’amore per la lettura e l’amore per lo studio. Studio inteso non come amore per la scuola, ma amore, necessità, smania di conoscere cose nuove, informarmi, studiare, approfondire, leggere, fare ricerche e chi più ne ha più ne metta.

Mi a resa curiosa, mi ha regalato l’amore per la vita, la voglia di vivere fuori da quella bolla di “ignoranza” in cui spesso ci si rifugia per noia, per stanchezza, per comodità.

Ecco, se penso a cosa amo di lei, escludendo i motivi che mi porterebbero a parlare degli anni difficili passati, principalmente è questo.

La amo perché non mi ha abbandonata quando sarebbe stato facile, perché ha sempre cercato di capirmi e supportarmi, perché al momento due calci in culo non me li ha risparmiati. Perché mi ha cresciuta da sola negli anni più difficili. Perché se sono una persona forte è solo grazie a lei. Perché ha sacrificato tutto per me.

La amo semplicemente perché non potrei fare diversamente!

Cosa ti aspetti da me?

Si chiedeva la Bertè.
E me lo chiedo pure io, grazie anche oggi a colei che ritengo un amica, ma credo lo sarà ancora per poco dato le scelte infelici…..!

Comunque: qualcosa che molti non capiscono di me.

Credo che anche qua ci si possa fare un elenco, ma credo mi limiterò alla tratto forse ormai più caratteristico di me: il mio bisogno di stare da sola.

Una volta non ero così tanto asociale, ma sono sempre stata tendente ad isolarmi.

E con l’età questo tratto di me diventa sempre più marcato.

Ma non è una cosa negativa, non è perché sto male, sono depressa o altre lugubri spiegazioni del genere. NO!

Il tempo libero che riesco a passare in totale solitudine lo amo, ne vorrei sempre di più. Lo dedico alle mie passioni, che mi riposo, vivo secondo i miei tempi, non sono obbligata a parlare e relazionarmi con le persone se non ho voglia. AMO stare da sola!

Mi piace poter gestire il tempo come mi pare e piace, senza dover scendere a “compromessi”. Mi piace fare shopping da sola, con i miei tempi (piuttosto brevi peraltro), senza dover far fretta a chi mi accompagnerebbe e senza dover guardare 30 minuti una maglia in attesa di sentenza.

Mi piace fare sport da sola.

Mi piace leggere da sola.

Mi piace mangiare da sola.

Il problema si pone perché io sola non lo sono, così quando capitano quei giorni ogni tot settimane in cui convivente non c’è, l’ultima cosa che mi viene in mente di fare è vita sociale!

In questa settimana per esempio, che lui non c’è, per me è come rinascere, e l’idea di “perdere” una serata per me incontrandomi con degli amici domani, già un po’ mi irrita!

Come ha detto poche ora fa un amico “tutti hanno un amico un disadattato a cui voler bene, noi abbiamo te!”. Perciò, forse, c’è speranza che prima o poi capiscano questa mio amore per la solitudine!

La vostra sempre asociale V.

Or is it just madness keeping us afloat?

Sabato ho bigiato.
Non ce l’ho fatta, non ho memorie dei miei anni di scuola. Non avrei assolutamente saputo cosa raccontare!
Oggi però no, non posso. Oggi mi ero alzata lanciatissima, pronta ad attendere la carta.
Carta che, quando l’ho vista, ho odiato.

Qualcosa di meno introspettivo no eh???? Io volevo qualcosa di ilare, di leggero, e invece sempre carte del genere….è una congiura!

Comunque, oggi ci tocca.

Ho una paura folle di perdere la mia forza interiore. Quella forza che per un periodo ho dimenticato di avere, ed ora che l’ho ritrovata non la voglio più nascondere.

Quella forza che mi è necessaria per affrontare le cose, anche le più dure, quella forza che mi fa prendere decisioni scomode, contro tutti, ma che per me sono giuste. Quella forza che mi fa portare avanti le mie scelte, rendendomi antipatica, impopolare, forse anche insensibile e cruda. Ma che fanno stare bene me.
Quella forza che, quando mi deprimo, mi serve per darmi il calcio in culo e risollevarmi.
Io senza questa forza non sarei niente. Non pensavo di averne così tanta. E nel momento in cui l’ho ritrovata ho capito quanto mi è fondamentale.

Peccato però che questa forza mi serve nelle situazioni più penose, ma per affrontare un banalissimo lunedì di lavoro è totalmente inutile!

Ed ora Liz, tocca a te! Punizione per questa pesca infelice!

V.

Just a perfect day, drink sangria in the park.

Scegliere come dovrebbe essere il mio giorno perfetto è piuttosto difficile. Credo potrebbe essere perfetto in più modi.

Se potessi mangiare fino a sfondarmi, senza prendere 1/2 kg e senza star male, beh, questo sarebbe un giorno perfetto!
Però immagino che, nell’immaginare my perfect day, devo cercare di rimanere nelle cose fattibili e reali.

Credo che il giorno perfetto per me è quello dove, nonostante lavoro e impegni inderogabili, riesco a trovare dei ritagli di tempo dove fare ciò che amo. Tipo leggere almeno mezzora nella pausa pranzo. Ritagliarmi lo spazio per fare attività fisica. Per gustarmi una normale cena con calma e una buona colazione di corsa. Dove riesci a sentire 5 minuti le persone a cui tieni, anche solo per fare un pò di sano gossip! Dove la sera torni a casa e hai qualcosa da raccontare, di cui parlare, di cui anche lamentarti, con l’umore sotto i piedi. Ma parli. Dove hai imparato qualcosa. Dove hai sfidato e superato i tuoi limiti, seppur nelle piccole cose. Come aver avuto 2 minuti di pazienza in più del solito, per esempio.
La giornata perfetta è quella dove mi sento bene, qualsiasi cosa io abbia fatto.
E’ quella che, quando vado a dormire, non mi fa dire “ho buttato via un giorno intero”.
E’ quella che non mi fa dire “è solo lunedì”, per esempio, aspettando il week end, ma E’ LUNEDì! Semplicemente perché sono felice di vivere un giorno nuovo.

Ma se vogliamo esagerare, vabbè, la mia giornata perfetta perfetta, ma davvero davvero, sarebbe quella dove non devo lavorare, mi alzo, faccio colazione con beata calma e nel mentre mi dico “Aereo per dove oggi? Dove me lo faccio un bel viaggetto?”. Sicché scelgo, mi alleno, preparo il borsone e via! E mentre sono in aereo mi dedico ad una buona lettura.

Beh, se devo scegliere, credo che la mia giornata perfetta preferita sarebbe questa!!!!

Buon venerdì!

V.


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